Expo2015… l’esposizione dai 2015 dubbi ed indecisioni

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Il Presidente della Repubblica, Il Sig. Mattarella, ha iniziato il suo discorso per l’Expo con questa frase, nella quale ribadiva il concetto in cui “lo stato/paese dovrebbe approfittare dell’opportunità rappresentata dall’Esposizione Universale 2015, come una possibilità di misurare se stesso sul piano della elaborazione di idee e sul piano delle capacità realizzative.”

Con l’elaborazione di idee penso che noi italiani ne avremmo da vendere ma sulla capacità organizzativa e di realizzazione penso che dovremmo chiedere l’aiuto ad un consulente. I dati purtroppo parlano chiaro. Con i lavori siamo un bel po’ indietro e non penso che, all’alba (poco più di un mese) dall’apertura delle porte all’Expo l’Italia riesca a portare a termine i lavori rimasti, stime indicano che molte opere vanno a rilento o sono in stallo.

Il problema più grande è che agli italiani piace apparire senza rendersi conto che davanti agli altri stati e governi veniamo visti come i giullari di corte, lo sgabello dell’Europa dove tutto ci viene concesso di subire senza poter fiatare e, a tirar le fila del discorso, questo Expo potrebbe essere un flop e un tappeto rosso per i soli Potenti. D’altronde già la partenza non è stata delle più rosee: vuoi la corruzione, le presunte tangenti, i lavori che vanno a rilento e chi più ne ha più ne metta e, per girare il coltello nella piaga, anche il polverone legato agli sponsor di questa esposizione Universale.

L’Italia non è una nazione di grandi marchi e firme, molti di quelli che parteciperanno sono marchi americani. L’Italia è fatta dalle piccole e medie imprese sulle quali devono essere rivolti i riflettori di quest’Expo e sulle quali ci sarebbe da investire. E dire che l’Italia col suo cibo (dal Nord al Sud e dall’Est all’Ovest abbiamo il patrimonio enogastronomico più importante di tutta la terra), le sue tradizioni locali, le coltivazioni, l’oro della terra e il lavoro artigianale che ci contraddistinguono in tutto il mondo avrebbe dovuto approfittare di questi anni per preparare un’esibizione delle sue punte di diamante da far invidia a tutto il mondo e allora si che da sgabello saremmo diventati la corona dell’Europa.

Ognuno di noi farà le sue giuste e ponderate riflessioni, con l’augurio che questa manifestazione mondiale rimanga negli annali della storia, perché dopo tutto sognare non guasta mai.

Sorge solo una domanda:

MA PERCHE’ CONTINUARE AD ASPETTARE?